Credits / Note legali

IL LASCITO DEI GESUITI

I dipinti che alla morte di Mario Venzo passarono di proprietà alla Compagnia di Gesù sono oltre duecento: essi si dividono tra l'Istituto Filosofico Aloisianum di Gallarate, la sede della "Civiltà Cattolica" a Roma, lo Scolasticato Internazionale del Gesù a Roma, Villa San Giuseppe a Bassano del Grappa e i depositi del Museo Civico della stessa città, dove dal 2013 è custodito il nucleo più consistente di 136 dipinti. Di seguito sono schedate le opere conservate a Bassano. In questo nucleo sono presenti esempi che illustrano le diverse fasi artistiche del pittore. Al periodo francese appartengono i quadri del 1936, intitolati La finestra del mio studio a Parigi e Mele, pere e frumento, che evidenziano la conoscenza dei movimenti artistici più importanti del recente passato, in particolare Cézanne, e le nuove tendenze d’avanguardia, alle quali peraltro il pittore non aderisce preferendo rimanere nell’ambito figurativo. Tutti i dipinti che precedono la conversione sono firmati “mariovenzo”. Un significativo esempio del primo periodo da religioso è rappresentato dall’ Autoritratto (1946-1947 ca.), in cui Venzo dimostra di aver superato l’iniziale crisi dovuta alla rinuncia alla pittura del primo momento e alla successiva realizzazione di opere severamente devozionali, richieste dai suoi superiori, che lo stesso autore con un certo imbarazzo definì i “quadri dell’obbedienza”. Dal momento del suo ingresso nella Compagnia di Gesù la firma muta in “fvenzo”, da sciogliersi come fratel Venzo. Il dipinto che meglio esprime la ritrovata gioia nel dipingere è certamente il Vaso di fiori sul davanzale del 1948, che richiama le esperienze parigine. Le opere coprono tutta la successiva produzione che arriva fino all’anno della morte del pittore. Dal soggiorno brasiliano del 1954, la pittura di Venzo assume toni espressionisti nei paesaggi, nelle nature morte e nel genere sacro, segnando l’ingresso nella fase di maturità, in cui il colore diviene protagonista delle tele ed espressione dell’interiorità e della spiritualità. Da segnalare l’intensa Via Crucis mariana dipinta tra il 1954 e il 1955, copia delle stazioni realizzate per Lonigo nel 1953 ed ora in Brasile. Dalla metà degli anni Settanta la produzione pittorica diventa molto intensa e le opere sono difficilmente databili: infatti molti dipinti vengono realizzati uno dopo l'altro come dono per parenti e amici in segno di gratitudine e spesso soddisfacendo le loro richieste riferite ai soggetti da ritrarre. L’amore di Venzo per la pittura non lo abbandona neppure negli ultimi giorni della sua vita, tanto che è rimasto sul cavalletto incompiuto l’ultimo suo lavoro, il Tagliere con prugne, di cui esiste anche una documentazione fotografica che lo ritrae nello studio del pittore.