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L’ATTIVITÀ GRAFICA

La produzione grafica di Fratel Venzo, la maggior parte della quale di proprietà della Compagnia di Gesù, è stimabile intorno a più di duemila fogli con schizzi e bozzetti: circa 500 sono conservati presso l'Istituto Aloisianum di Gallarate e in collezioni private e altri 968 presso il Centro Documentazione “Fratel Venzo” di Trento. Il primo gruppo è stato studiato in occasione di una tesi di laurea da Patrizia Pastorelli (2002-2003), mentre il secondo è stato catalogato nel 2015 da Sara Retrosi e Chiara Tozzi. Di seguito è possibile vedere alcuni esempi. Tutti i disegni di Trento sono stati numerati e collocati all'interno di apposite buste per una corretta conservazione. Inoltre è stato realizzato un catalogo conprendente tutte le schede corredate di riproduzione fotografica, consultabile a richiesta presso il Centro.

I disegni rappresentano una fase poco nota e poco studiata della attività artistica di Fratel Venzo. Purtroppo si deve considerare perduta tutta la produzione grafica parigina e anche parte di quella del primo periodo religioso, entrambe probabilmente rifiutate e distrutte dal pittore stesso.

I disegni preparatori a un dipinto costituiscono un aspetto fondamentale della pittura di Mario Venzo, che non lavora mai di fantasia, preferendo dipingere in base al ricordo dato dal disegno piuttosto che dal vero. Tuttavia non inventa i suoi paesaggi e le sue nature morte, ma osserva, disegna e poi dipinge. I disegni preparatori possono anche venire abbandonati per mesi o per anni e poi ripresi e modificati a piacimento, senza che la versione finale debba necessariamente corrispondere al modello iniziale. Il pittore stesso ricorda che "... questi soggetti li ho osservati, ne ho tracciato uno schizzo, che chiunque troverebbe incomprensibile, ma soprattutto mi sono annotato i colori". La scelta del soggetto è dettata non solo da motivazioni estetiche ma anche dalla "ricerca del divino nella natura”.

La costruzione della visione secondo canoni strutturali e geometrici mostra tutta la devozione di Venzo verso Cézanne: diceva che a Parigi lo avevano colpito maggiormente “Van Gogh per la sua poesia. Poi Cézanne: mi ha insegnato a costruire i quadri”. I disegni nascono dalla ricerca delle forme e delle strutture compositive attraverso la linea di contorno, con piccoli tratti nervosi diagonali che indicano i passaggi di luce. Fondamentale è spesso l’annotazione dei colori in italiano o in francese.

È possibile definire alcuni gruppi di disegni sulla base dei soggetti: il nucleo più consistente è costituito dagli studi di paesaggi; sono presenti anche studi di forme non astratte ma riferibili a sagome di alberi o montagne; in numero minore nature morte che spesso si trovavano nel suo studio (ad esempio barattoli, aringhe, fiori, vasi, fagiani) o animali, in particolare bovini; rare le figure umane, che dopo l'ingresso nei Gesuiti, sono funzionali alle scene sacre (si avvaleva di un amico per studiare le pose; inoltre riproduceva spesso un Cristo crocifisso ligneo presente nel suo studio). Alcuni disegni a sanguigna di carattere religioso sono da considerarsi come opere autonome. Infine esiste anche un piccolo gruppo di disegni tratti dai suoi quadri, che sono stati firmati e venduti autonomamente.

Gli esempi schedati di seguito, realizzati tra il 1961 e il 1962 rappresentano una tappa significativa nella vita di Fratel Venzo: il trasferimento da Villa San Fermo a Lonigo (Vicenza) all’Aloisianum di Gallarate. Il pittore in questa fase amplia la casistica dei soggetti che non sono più riferibili solo alle colline venete, ma si estendono ai laghi, alle cittadine e alle visioni dalla finestra della sua stanza. Venzo eseguiva comunque gli schizzi in ogni luogo che aveva occasione di visitare, come dimostrano i numerosi paesaggi del Sud d’Italia e visioni dell’America latina. Infine sono presentati tre disegni a pastello, su fogli sciolti non datati, policromi, rappresentanti paesaggi collinari.