Credits / Note legali

HANNO SCRITTO DI LUI

"Ma ricordo molto bene la figura morale e spirituale di fratel Venzo che conobbi a Gallarate negli anni immediatamente successivi alla guerra. Non sapevo nulla di lui, ma mi colpì il suo sorriso e la semplicità del suo sguardo. Si vedeva un uomo buono pacificato, dagli occhi profondi. Noi giovani lo ammiravamo perché sapevamo che era un artista eppure lo vedevamo tanto umile." (...) "Il suo modo di guardare la natura era segno di un grande equilibrio raggiunto, o almeno il desiderio di un tale equilibrio per sé e per gli altri. Con noi parlava poco, ma si vedeva che aveva molte cose da dire e le diceva con il pennello e con i colori." (Cardinale Carlo Maria Martini, 1997)

“La pittura di Fratel Venzo è un documento impareggiabile della vitalità di coloro che ravvisano nel grande libro della Natura un messaggio divino” (…) “Venzo dice di non considerarsi un “pittore” religioso ma un “religioso” pittore che canta Dio con il colore” (Raffaele De Grada)

“Fratel Venzo s’è accostato ai modi espressionistici riconoscendoli consanguinei. Per affinità elettiva. Però li ha sottoposti a un processo di “venetizzazione” per legittimarne il possesso. La modulazione cromatica, i rossi i viola, i verdi, sono veneti, dall’artista recuperati nell’ambito di una cultura inalienabile, che era già sangue forse prima di essere cultura” (Carlo Munari)

“Ancor oggi, più che ottantenne, Venzo è attivo. Anzi, straordinariamente attivo. La sua vena sembra inesauribile, attratta com’è dallo spettacolo quotidiano della natura. Ciò che lo affascina è la perfezione irraggiungibile di questa natura , che egli coglie nelle sue manifestazioni più ordinarie e spesso meno eclatanti. Un vecchio casolare, un campo coltivato, un ulivo, un muricciolo sono per lui occasioni per inventare una “visione”, che egli arricchisce e nobilita con tutta la potenza variegata del suo colorismo” (Paolo Bellini)

“E’ veneto, perciò i suoi colori bruciano. E’ religioso, perciò la sua arte riflette non solo l’artista, ma Dio, creatore della bellezza. Le nature morte e i paesaggi sono i suoi grandi temi. Solo negli anni più maturi è venuto ad aggiungersi un terzo motivo: il Cristo sofferente” (Heinrich Pfeiffer)